Con l’ultimo post del 2012 voglio chiudere il capitolo sui
mantra con una mia personale considerazione.
Dopo aver osservato come le vibrazioni di alcune lettere e parole
agiscono sul nostro corpo;
Dopo aver capito che frequenze diverse agiscono su parti
diverse del corpo;
Dopo aver compreso che un sano equilibrio della persona
nasce da una eguale capacità di vibrazione di tutto il corpo;
Dopo aver sperimentato che un corpo che vibra è un corpo
migliore;
Dico a tutti: CANTATE
Cantiamo!
Cantiamo quello che vogliamo, quando lo vogliamo.
Cantiamo a voce alta o nella nostra mente.
Cantiamo quando ci sentiamo allegri o tristi, soli o in
compagnia.
Cantiamo per farci coraggio, allegria o per passare il
tempo.
CANTIAMO!
Non voglio certo sminuire tutti gli studi sull’effetto positivo
di alcune vibrazioni, e quindi sul pericolo di intonare vibrazioni “negative”;
però penso che il testo di Gertrude sui mantra abbia messo in luce l’importanza
dell’ascolto di sé come via verso il benessere.
Non che sia un percorso semplice, ma forse è necessario.
È assolutamente vero che alcune vibrazioni producono effetti
positivi, ma a queste vibrazioni possiamo (dobbiamo?) arrivare da soli,
attraverso un esercizio di auto ascolto che sviluppi la consapevolezza generale
di ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male.
D’altronde anche Benenzon ci allontana dal concetto di
musica come medicina, e dal rapporto medico so tutto io e paziente oggetto
passivo.
Il mio compito come musicoterapista non è quello di
“guarire” il mio paziente, ma “averne cura” e aiutarlo ad acquisire gli
strumenti necessari affinché sia lui a guarire sé stesso.
Ci sono cibi che ci fanno bene e altri no, ci sono movimenti
che ci fanno bene e altri no, ci sono immagini che ci fanno bene e altre no e
infine ci sono suoni che ci fanno bene e altri no.
Aiutiamoci a stare bene, perché, forse, siamo gli unici a
poterlo fare davvero.
BUONE FESTE MUSICALI A TUTTI
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